I Diamanti: come si classificano?

person Pubblicato da: Giuseppe list In: Varietà

Tante sono le pietre preziose presenti in natura e utilizzate nelle creazioni di gioielleria. La più apprezzata e utilizzata è il diamante. Ma come si definisce il suo valore?

Il Diamante

Prima di tutte le altre, il diamante è la pietra preziosa più utilizzata tra i designer di gioielli per le loro creazioni più luminose ed è tra le più apprezzate per via delle sue numerosissime proprietà: durezza, tenacità, resistenza al calore, lucentezza. Queste identificano inoltre la simbologia dietro questa pietra che ne sottolinea appunto la brillantezza e la luce e valori come la perfezione, la forza spirituale.
Di vari colori, dimensioni, prezzi, proprietà e significati, i diamanti sin dall'antichità sono riconosciuti come una delle gemme più preziose.
Anelli di fidanzamento, punti luce, bracciali tennis, sono solo alcuni dei gioielli sui quali viene montata la pietra.

Ma come si classificano i diamanti?

Quattro sono i fattori che definiscono il valore di un diamante e vengono riassunti nelle cosiddette 4 C, iniziali dei termini inglesi a cui si riferiscono:

  1. Colour (colore) – il diamante più puro è quello incolore – colourless – e si presenta appunto trasparente. Ovviamente non appaiono tali alla vista perché i tagli o le irregolarità della pietra riflettono i colori ad essa circostanti restituendo luminosità. Questo effetto viene detto brio.
    A seguire, ci sono quelli quasi incolore – near colourless – e le colorate - Slightly Tinted -.
    La colorazione dei diamanti, l’impurezza, deriva dalla contaminazione degli stessi con elementi chimici come l’azoto, il più comune. I diamanti colorati sono i più rari e, tra questi, la colorazione più rara è la rossa. Infatti i diamanti rossi vengono estratti solo e soltanto presso la miniera di Argyle in Australia e possono arrivare al prezzo di 100.000 euro al carato. Esistono inoltre diamanti rosa, gialli, ambrati. I diamanti neri non sono realmente esistenti in natura ma, data la forte richiesta al giorno d’oggi, le gemme più impure vengono trattate chimicamente per ottenere tale colorazione.

    Tabella dei Colori

    D    Bianco Eccezionale Superiore (Colourless)
    EBianco Eccezionale
    FBianco Extra Superiore
    GBianco Extra (Near Colourless)
    HBianco
    IBianco Leggermente Sfumato
    J-K-M-L-NGiallo Leggermente Sfumato (Faint)
    O-P-Q-RGiallo Sfumato (Very Light Yellow)
    S-ZGradazioni di Giallo (Light Yellow)


  2. Clarity (purezza) – i gemmologi del GIA -Gemological Institute of America- hanno definito una scala della purezza utilizzata internazionalmente. I suoi valori derivano dalle inclusioni che possono essere di diverso tipo e dalle ghiacciature, ovvero le fratture interne della pietra.
    Le inclusioni sono caratteristiche naturali che compaiono durante la formazione della gemma nel sottosuolo e non sono visibili ad occhio nudo sulla pietra. Infatti i gemmologi utilizzano una speciale lente a 10 ingrandimenti che consente di visionare ogni piccolo dettaglio della gemma stessa e identificare la posizione e la natura delle inclusioni. Diamanti senza alcuna inclusione sono rarissimi e di valore estremamente alto.

    Scala della Purezza

    SiglaTermine TecnicoDefinizione
    FFlawlessPuro internamente ed esternamente con lente a 10 ingrandimenti
    IFInternally FlawlessInclusioni non individuabili con lente a 10 ingrandimenti
    VVSI 1 - VVSI 2Very Very Slightly IncludedPiccolissimi inclusioni difficili da vedere con lente a 10 ingrandimenti
    VSI 1 - VSI 2Very Slightly IncludedLeggerissime inclusioni visibili con lente a 10 ingrandimenti
    SI 1 - SI 2Slightly IncludedPiccole inclusioni visibili con lente a 10 ingrandimenti
    I1Included 1Inclusioni difficilmente visibili ad occhio nudo
    I2Included 2Inclusioni visibili ad occhio nudo
    I3Included 3Inclusioni ben visibili ad occhio nudo


  3. Cut (taglio) – questo valore è definito dalla qualità del taglio effettuato dal tagliatore che dovrà tenere conto delle dimensioni del grezzo. A seconda della simmetria del taglio e delle relative proporzioni vengono suddivise in 3 categorie: Very Good, Good e Poor.
    Tra i tagli più ricercati quello brillante, a cuscino, a pera, baguette e princess.

    Tagli Diamanti

  4. Carat (peso) – il carato è l’unita di misura del peso dei diamanti. La caratura è quindi il peso della pietra.
    Un carato equivale a 0,2 grammi. I carati vengono anche convertiti in punti: 1 punto di carato equivale a 1/100 (un centesimo) di carato.



Come riconoscere un diamante vero da uno finto?

Innanzitutto, quando si acquista una pietra preziosa è necessario che il tuo rivenditore rilasci il certificato di autenticità della pietra stessa nel quale devono essere elencate e specificate le caratteristiche del tuo diamante.

Inoltre, per avere un riscontro a prova di bomba, che non lasci alcuna ombra di dubbio, è consigliabile rivolgersi ad un orafo di fiducia che possa effettuare i vari test con la specifica strumentazione.

Ad ogni modo, ecco alcuni metodi fai-da-te per assicurarti che la il tuo diamante non sia una imitazione delle più comuni come i zirconi o la moissanite. E’ ovvio che questi metodi non possono essere conclusivi come la valutazione di un esperto ma di certo possono aiutarti a trarre delle prime conclusioni.

  • Shock Termico: questo è uno dei test più efficaci per riconoscere l’autenticità di un diamante. Infatti questa pietra è indifferente agli sbalzi di temperatura a differenza del vetro o dello zircone. Ovviamente se la pietra montata sul tuo gioiello non è autentica si rovinerà quindi non effettuare questo test se sei abbastanza certo che non si tratti di un diamante e se non vuoi rovinare il tuo prezioso.
    I passaggi sono pochi e semplici: anzitutto riempiamo un bicchiere con acqua fredda; con l’aiuto di una pinza scaldiamo con un accendino la nostra pietra per circa 40 secondi e poi immergiamola immediatamente nell’acqua gelida. Se la pietra si rovinerà, ho una brutta notizia per te: non si tratta di un diamante! In caso contrario non si verificherà alcuna reazione.

  • Luce UV: un test che richiede pochi passaggi e molto semplice da effettuare è posizionare la pietra sotto luce UV. Un diamante emetterà immediatamente un forte riflesso blu. Va specificato che non tutti i diamanti avranno questa reazione e, pertanto, il risultato non può essere garantito. Ciò che è certo è che se la tua pietra emetterà un bel riflesso blu, hai quasi sicuramente un bel diamante tra le mani.

  • Acqua: senza dubbio il test più semplice da effettuare. I diamanti hanno un’alta densità e per questo, se immersi nell’acqua, non devono galleggiare ma affondare.
    Ma passiamo alla parte pratica! Prendiamo un bicchiere e riempiamolo; adesso lasciamo cadere la pietra nell’acqua: se affonda possiamo essere certi della sua autenticità. Chiaramente, per effettuare questa prova, non deve essere montata su un gioiello.

  • Giornale: questo metodo sfrutta la proprietà rifrattiva del diamante. Ti stai chiedendo cosa vuol dire? Molto semplice! Quando la luce colpisce le facce laterali della gemma (dette padiglioni) viene rimbalzata alla faccia piatta centrale (detta tavola) e creerà un bagliore tranquillamente visibile ad occhio nudo, restituendo una certa brillantezza. Ciò non avviene su pietre come lo zircone che restituirà un bagliore decisamente più lieve. Ebbene, il test da effettuare in questo caso è molto semplice.
    Prendiamo un giornale e posizioniamo la nostra pietra dalla parte piatta (la tavola) su di esso, in un punto con molte lettere.
    Se non riuscirai a leggere oltre di essa, si tratta di un vero diamante che, per via della sua rifrattività, rifletterà la luce in diverse direzioni ma non in linea retta, così da impedire di guardare attraverso. Chiaramente deve esserci una buona illuminazione nel luogo in cui stiamo effettuando la nostra prova del nove.



Cura e Pulizia dei Diamanti

I diamanti sono le gemme più resistenti in natura grazie alla loro durezza ma anche alla capacità di resistere a shock termici. Tuttavia bisogna tenere presente diversi fattori che potrebbero rovinare la tua pietra più preziosa come gli agenti chimici con i quali potrebbe venire in contatto e la montatura utilizzata per farne un gioiello da indossare che può danneggiare il diamante e renderne fragili le punte e gli angoli specie per alcuni tipi di tagli come baguette o princess.

Vediamo quindi alcuni metodi utili per conservare i diamanti.

La prima accortezza da avere è di evitare il contatto con forti agenti chimici. Quindi, se ad esempio si tratta di un anello, il consiglio è quello di toglierlo quando si procede ai lavori domestici o si usano prodotti per acconciature (gel, lacca, ecc..) o anche quando ci si immerge in acque termali. Il contatto con prodotti chimici non rovinerà la pietra in sé ma creerà stratificazioni su di essa che quindi a lungo termine si opacizzerà.

Il contatto tra due pietre preziose può fare sì che queste si righino tra di loro e quindi è consigliabile che conserviate i vostri gioielli nella propria confezione o comunque lontano da altre pietre dure.

La regolare pulizia dell’oggetto è un’altra procedura utile alla conservazione.

Vediamo insieme uno dei metodi di pulizia più comuni e semplici tra le soluzioni fai-da-te

Pulizia con ammoniaca

Questo metodo è per lo più utilizzato per diamanti già fissi su montatura come punti luce, solitari, trilogy, ecc..
Per prima cosa riempiamo una tazza e riempiamola per
- 3 parti di acqua
- ½ parte di ammoniaca

Lasciamo quindi il preparato in microonde (senza immergervi il gioiello).

Una volta riscaldato a dovere possiamo quindi immergere il nostro prezioso e lasciar agire il preparato per circa 30 minuti.

Questo rimuoverà già parte delle stratificazioni di sporco ma se il diamante è posto su incastonatura sarebbe bene spazzolare la parte posta sul castone con acqua calda, sapone neutro e uno spazzolino morbido.
Infine risciacquare il gioiello con acqua tiepida e asciugarlo tamponando con un pannetto morbido. Se ne trovano di appositi a basso costo.

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